Il castello di Montepò si raggiunge dalla SP 159 Scansanse, deviando a nord non molti chilometri prima di Scansano, subito dopo aver superato il borgo delle Preselle: si scolletta un crinale, si discende una densa valle di querce e all'improvviso si apre una valle di vigne intervallate da boschetti, uliveti e antiche strade lastricate.

Fa effetto veder comparire la grande mole del castello, uno dei più grandi e meglio conservati in Maremma, con una struttura cosi tipicamente medievale da ricalcare l'immaginario fantastico e favolistico dei tempi antichi.

Il castello, attualmente proprietà della famiglia Biondi Santi, è parte integrante e funzionale di una rinomata azienda agricola specializzata nella produzione di eccellenti vini. La sua imponente struttura si staglia sul pendio opposto ad est, nella valle che risale verso Murci. Con quattro grandi torri su una pianta tipicamente rettangolare, e i corpi di fabbrica attorno ad un cortile interno.


Storia

Sorse attorno all'anno mille nelle vicinanze di un'antica pieve, venne quasi interamente ricostruito in epoca trecentesca quando era controllata dai signori di Cotone.

Verso la fine del Trecento, il castello passò sotto il controllo di Siena che lo vendette nel corso del secolo successivo alla famiglia dei Sergardi. Nel secolo successivo divenne una villa fortificata e poi in epoca rinascimentale, una fattoria; nelle epoche successive, vennero fatte ristrutturazioni e ampliamenti.

Gli ultimi restauri effettuati nella seconda metà del novecento hanno riportato il complesso all'antico splendore. Nel novecento è stato proprietà dello scrittore britannico Graham Greene, che fu anche drammaturgo, sceneggiatore, critico letterario e agente segreto britannico. Il luogo fu per lui fonte di ispirazione per alcuni dei suoi romanzi.


Galleria

I vini e la visita

Trovate in vendita i vini di Castello Montepò anche qui alla tenuta di Poggio Cavallo. Ma se avete un pò di tempo, per la prima volta nella storia, c'è la bellissima opportunità di visitare il castello e assaggiare sul posto i vini della famiglia Biondi Santi. L'accesso è solo su prenotazione, ed è una visita alla casa e alla cantina che non lascerà l'occasione di stupirvi. Gli ambienti di lavorazione del vino sono collocati all’interno del maniero e sono organizzati in una filiera completa, in modo da preservare la qualità delle uve ed esaltare i caratteri di unicità che solo le pietre di questo luogo sanno donare.

Il vino da assaggiare?

Qui Biondi Santi produce almeno 6 vini, ma il consiglio nostro cade sicuramente sul Sassoalloro:  figlio enologico prediletto del Castello di Montepò, esalta tutte le qualità organolettiche portate in dote dal Sangiovese Grosso BBS11, patrimonio esclusivo dell'azienda. E' un vino fresco, rotondo e dinamico, il cui nome è ispirato a un masso erratico di origine vulcanica che nei secoli ha alimentato numerose leggende locali.

Contatti per le visite

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